Rassegna Stampa Fiscale

8 Giugno 2026
8 Giugno 2026

Affitti, cedolare sulle foresterie in stand-by aspettando la Corte

Il prossimo 7 luglio si terrà una udienza davanti alle Sezioni Unite della Cassazione per stabilire se il locatore può applicare o meno la cedolare secca quando l’inquilino è un’impresa, chiudendo un contenzioso con il Fisco che dura dal 15 anni. Nel frattempo il mercato e i contenziosi restano in attesa. Molti locatori interessati hanno rinviato l’opzione per la cedolare in attesa della decisione finale. Mentre diversi giudizi pendenti davanti alle corti di merito e alla Cassazione sono stati congelati. Ma non tutti. Lo scorso 26 maggio la Corte di giustizia tributaria del Veneto ha depositato una sentenza con cui ha dato ragione al contribuente su un alloggio locato da un istituto di credito. Se la decisione del 7 luglio sarà favorevole al contribuente, il Fisco dovrà abbandonare i contenziosi e per i locatori che finora sono rimasti in tassazione ordinaria si aprirà la possibilità dell’opzione. 

8 Giugno 2026

Quasi 90mila negozi sperano nel ritorno della flat tax al 21%

Quasi 90 mila negozi si augurano il ritorno della cedolare secca al 21% sui locali commerciali affittati. Ad accendere le speranze è stato il viceministro all’Economia, Maurizio Leo che all’assemblea di Confedilizia dello scorso 19 maggio ha riportato il tema in agenda. Serve un meccanismo di cedolare secca – ha detto Leo – sul modello di quanto avvenuto nel 2019. La norma del 2019 limitava la cedolare ai locali di superficie non superiore a 600 mq, i dati dell’Omi riferiti al 2025 lasciano intendere che il grosso dei contratti dovrebbe rientrare: la superficie media dei negozi di nuova locazione è 90,6 mq. I costi a carico dell’Erario dovrebbero aggirarsi sui 163 milioni annui, ma l’importo potrebbe essere ridotto se la tassa piatta favorisse la locazione di immobili attualmente sfitti, che oggi sono quasi metà di quelli posseduti da persone fisiche. La delega fiscale contiene la possibilità di estendere la cedolare ai locali a uso diverso da quello abitativo. 

8 Giugno 2026

Redditi, debutta l’esclusione dei rimborsi spese analitici

Nella compilazione del modello Redditi PF 2026, i professionisti sono chiamati a tenere conto della novità prevista dal decreto legislativo 192/2024 per le somme riaddebitate al committente. L’articolo 54, comma 2, lettera b) introdotto dal decreto 192 ha previsto l’esclusione dalla formazione del reddito dei rimborsi che in passato erano considerati compensi e, come tali, dovevano essere indicati nei righi RE2 del modello di dichiarazione. Sempre il decreto 192 ha introdotto una disposizione transitoria per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024 e riaddebitate ai clienti. Il modello Redditi 2026 è quindi il primo in cui si deve tener conto dell’esclusione. Un’altra novità è rappresentata dal principio di onnicomprensività, che impone di ricondurre alla formazione del reddito tutte le somme e i valori percepiti in relazione all’attività professionale, salvo le specifiche esclusioni. 

8 Giugno 2026

Concordato preventivo: le tre novità che cambiano il quadro CP di Redditi 2026

La compilazione delle dichiarazioni 2026 per il periodo d’imposta 2025 relativamente ai soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale per l’anno 2025 contiene alcune novità che costituiscono la diretta conseguenza di modifiche normative. In attesa che si arrivi a un punto fermo per l’adesione 2026-27, l’articolo evidenzia gli aspetti sui quali fare attenzione per una corretta compilazione del modello Redditi, avendo cura della decorrenza delle varie disposizioni, in quanto la situazione del secondo anno di Cpb per chi aveva aderito nel 2024 può differire da quella del primo anno per chi è entrato nel biennio 2025-26. Tetto all’imposta sostitutiva, Ires premiale e maxi-deduzione neoassunti i punti principali da attenzionare.

8 Giugno 2026

Realizzo controllato, leva per le holding di famiglia

Operazioni straordinarie. Il realizzo controllato costituisce uno strumento fondamentale per ridisegnare gli assetti dei gruppi societari, soprattutto in caso di passaggio generazionale. Se conferente e conferitaria iscrivono le partecipazioni agli stessi valori fiscali che la partecipazione aveva in capo al conferente, non si genera plusvalenza tassabile e l’operazione è neutrale. Il comma 2-bis dell’art. 177 del Tuir adatta questo schema al caso dei conferimenti qualificati in holding personali e familiari. Con la modifica introdotta dal Dlgs 192/2024 è stato superato il vincolo dell’unipersonalità della conferitaria: la società che riceve le partecipazioni può ora essere intestata non solo al singolo imprenditore, ma anche ai suoi familiari, purché ciascuno detenga una partecipazione ‘sopra soglia’. La modifica ha aperto la strada a maggiori soluzioni per garantire la continuità dei gruppi familiari. 

8 Giugno 2026

Bonus ricerca, i fronti aperti delle liti dalle nuove definizioni al parere Mise

Verifiche fiscali. Sui crediti R&S l’intervento interpretativo del Mef non ha ridotto le contestazioni degli uffici né il numero dei contenziosi pendenti che, invece, continua a crescere. La Cassazione sembra oggi orientata a riconoscere, ai soli fini tributari, natura innovativa alle nuove definizioni di ‘credito inesistente’ e ‘credito non spettante’ introdotte dal Dlgs 87/2024. Per anni gli atti di recupero hanno fondato la contestazione sull’asserita mancata conformità delle attività svolte ai criteri elaborati dall’Ocse, utilizzando il Manuale di Frascati quale principale parametro di giudizio tecnico. Oggi le cose sono cambiate perché gli uffici abbandonano questo riferimento negli atti di recupero, preferendo formulazioni più generiche fondate sull’asserita assenza  di innovatività, novità o avanzamento tecnologico delle attività svolte. Tale mutamento lessicale non sembra incidere, però, sulla sostanza delle contestazioni. Sulla necessità del parere del Mise la Cassazione ha rimesso la decisione alla pubblica udienza. 

8 Giugno 2026

Nullità da impugnare entro 60 giorni ma contestabile nella lite ‘derivata’

Con la sentenza n. 3759 dello scorso 28 maggio la Corte di giustizia tributaria di II grado della Campania ha stabilito che l’atto nullo va impugnato entro 60 giorni dalla sua notifica; in alternativa, la nullità deve essere fatta valere impugnando l’atto successivo. Con questa pronuncia i giudici offrono un importante chiarimento sulle regole procedurali impugnatorie, ribadendo un principio fondamentale: anche un atto potenzialmente nullo deve essere impugnato entro il termine perentorio di 60 giorni. Nel caso analizzato il contribuente aveva proposto ricorso oltre il termine di impugnazione, ritenendo che l’atto fosse improduttivo di effetti giuridici e, pertanto, non soggetto ad alcun termine di impugnazione.

8 Giugno 2026

Riorganizzazione senza abusi

Non è elusiva la cessione di partecipazioni con successiva scissione parziale asimmetrica non proporzionale. Ad affermarlo è l’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 107/2026 dello scorso 25 maggio. La separazione tra rami d’impresa e patrimoni immobiliari può realizzarsi con una scissione asimmetrica in neutralità fiscale senza essere riqualificata come abuso del diritto. Ma solo se l’operazione conserva una reale funzione riorganizzativa, non si traduce in una distribuzione mascherata di beni ai soci e le beneficiarie sono destinate a svolgere un’effettiva attività d’impresa. Il caso riguarda un gruppo societario familiare, articolato intorno ad una holding, titolare di partecipazioni in società operative e proprietaria anche di compendi immobiliari. La compagine era divisa tra due gruppi di soci: il primo interessato alle attività del settore X, il secondo a quelle del settore Y e la gestione immobiliare.

8 Giugno 2026

Aggio da crediti, Cpb inalterato

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 48/2026 diffusa lo scorso 24 febbraio, ha fornito chiarimenti in vista della prossima campagna del concordato preventivo biennale. I professionisti che hanno acquistato crediti fiscali derivanti da bonus edilizi potranno guardare al prossimo patto con il Fisco con maggiore interesse rispetto al passato. Il differenziale positivo, infatti, tra il valore nominale dei crediti acquistati e il relativo costo di acquisizione, pur concorrendo alla formazione del reddito professionale, non assumerà rilevanza ai fini delle rettifiche previste dalla disciplina del cpb. Il chiarimento è particolarmente significativo per coloro che negli ultimi anni hanno acquistato crediti fiscali e ne stanno utilizzando le quote in compensazione. La mancata previsione di specifiche rettifiche consente infatti di conoscere in anticipo gli effetti reddituali derivanti dall’operazione e di valutare con maggiore precisione la convenienza dell’adesione al concordato. 

8 Giugno 2026

Acconto Imu, via la countdown

Entro il 16 giugno va effettuato il pagamento dell’acconto Imu senza sanzioni e interessi. Dal giorno dopo si può versare il tributo pagando una mini sanzione e gli interessi. Obbligati al pagamento sono i titolari di fabbricati, aree edificabili e terreni. L’acconto può essere calcolato applicando le aliquote e le detrazioni deliberate dai Comuni per il 2025. Il saldo andrà effettuato a dicembre, tenendo conto di quanto versato in acconto entro giugno. Non pagano l’imposta i titolari degli immobili occupati abusivamente. Esonerati dal prelievo anche gli immobili adibiti a prima casa, tranne quelli di lusso, ville e castelli, ai quali è riconosciuta una detrazione d’imposta. Non paga neppure il genitore affidatario dei figli per la casa familiare assegnata con provvedimento del giudice. Dell’esenzione fruiscono anche gli immobili posseduti e utilizzati dagli enti non profit e i terreni agricoli. 

8 Giugno 2026

Composizione negoziata, l’iter si fa rigoroso e standardizzato

Con le novità del decreto del ministero della Giustizia cambiano le regole per la composizione negoziata della crisi d’impresa. Le imprese in difficoltà e gli esperti della crisi nominati dalle Camere di commercio sono tenuti ad aggiornarsi. Prevista l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale gestita dal sistema delle Camere di commercio sulla quale sono disponibili una lista di controllo particolareggiata, un test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento e un protocollo di conduzione della Cnc. La struttura della piattaforma, il contenuto della lista di controllo particolareggiata, le modalità di esecuzione del test pratico e il contenuto del protocollo sono definiti con decreto dirigenziale del min. Giustizia. Inoltre, la piattaforma stabilisce e cura l’iscrizione all’elenco degli esperti della crisi che gestiscono la Cnc e aiutano l’imprenditore a risanarsi. 

8 Giugno 2026

Gli oneri sono da capitalizzare solo al ricorrere di requisiti doc

Gli oneri pluriennali possono essere capitalizzati solo in casi eccezionali, mentre la regola generale è l’imputazione a conto economico. La capitalizzazione è ammessa se i costi generano benefici futuri dimostrabili, correlati all’attività aziendale e recuperabili con ragionevole certezza. Rientrano tra questi i costi di sviluppo, di impianto, ampliamento e start-up, purché direttamente attribuibili a nuove attività o all’aumento della capacità produttiva. Ad esempio, possono essere capitalizzati i costi di trasferimento di impianti se comportano miglioramenti produttivi e riduzione dei costi. Non sono invece capitalizzabili spese dovute a cessazione di locazioni, inefficienze aziendali, riduzione del personale o risoluzione di contratti. Inoltre, costi già spesati a conto economico non possono essere successivamente capitalizzati. Tutto deve rispettare il principio di prudenza e il nesso causa-effetto tra costo sostenuto e utilità futura. 


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